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13 visitatori online| IDENTIKIT DEL TIFOSO |
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Dedicare un articolo della nostra rubrica a tutti voi era d’obbligo! Siete i nostri supporters, anzi, il motivo del nostro impegno, l’obiettivo della nostra passione. Abbiamo pensato così di tracciare un identikit del tifoso medio, andriese e non, per scommettere su noi stessi e indovinare quanto ognuno di voi riesca a riconoscersi nella nostra descrizione. Prima di cominciare, però, vogliamo raccontarvi una storia che ci ha colpiti in modo particolare, la storia di Thulani Ngcobo. Ngcobo è un 29enne tifoso sudafricano ed ha annunciato che, in occasione dei prossimi Mondiali, percorrerà circa 17mila chilometri per assistere a 38 delle 64 partite della rassegna iridata, conquistandosi così un posto nel Guinnes dei primati. “Mi hanno detto che l’attuale detentore del record è arrivato a 19, ma questa è la media delle partite che normalmente vado a vedere ogni mese, girando tutto il Sudafrica.” Tifoso del Kaifer Chiefs, Ngcobo riesce a vedere 4 partite per ogni turno del massimo campionato locale e segue la sua squadra del cuore dovunque, spendendo l’equivalente di 186 Euro al mese. Le prove per l’impresa, Ngcobo, le ha già effettuate durante la Confederations Cup, dove ha visto tutte le partite del Bafana Bafana e dove ha vinto la sua corsa contro il tempo tra Rustenburg e Johannesburg, riuscendo a vedere, nello stesso giorno, sia la finalissima che la sfida per il terzo posto. “Lo faccio per amore dello sport e non ho mai pensato che sarei arrivato al punto da provare a entrare nel Guinnes dei primati”, il suo pensiero. La domanda, però, sorge spontanea: solo amore dello sport o voglia di diventare famoso? Noi pensiamo che molti “pazzi per il calcio” lo farebbero. Se avessero le possibilità finanziarie, lo farebbero. Senza neanche farlo sapere troppo in giro, probabilmente, soprattutto a fidanzate o mogli…! Forse lo farebbe ognuno di voi..! Voi che siete cresciuti “dentro lo stadio”, a pane e pallone. Lo fareste non per un piacere vouyeristico, come i ricconi che festeggiano più volte il Capodanno, volando da una parte all’altra del mondo. Né per entrare in qualche superclassifica..! Tornando a noi, all’Italia, alla nostra città, al nostro identikit… Siamo convinti che tifare sia un ideale. Spesso, la squadra che sosteniamo, non vince, non possiamo avere il conforto dei risultati sul campo, ma il nostro cuore e la nostra anima pulsano all’unisono solo per lei, con la consapevolezza che una vittoria tanto attesa e desiderata dà più soddisfazione. Sì, perché il tifoso ha mille difetti, e ne è consapevole. E' un sognatore, spesso è spavaldo, ma è dotato di un orgoglio e una passione sconfinati, ha un modo di essere attaccato alla propria squadra che gli altri, spesso, non comprendono. Non c’è, infatti, un'altra categoria di essere umano tanto tenace. Il tifoso italiano, ancor di più quello meridionale, quello andriese, lotta con chi lo ammonisce e lo disprezza per i suoi “sacrifici vani”, esce indenne dalle sfuriate familiari della domenica, giornata nella quale “si dovrebbe pranzare tutti insieme, con calma”, rinuncia ai manicaretti della mamma, resiste ad ogni tipo di intemperia, al freddo, alle beffe delle tifoserie avversarie, agli errori della Società, senza perdere mai di vista il suo obiettivo: sostenere la squadra che ama. Quante trasferte vietate, quant’odio covato, quanta esultanza trattenuta, quante delusioni…e il tifoso non si arrende! Sa trovare la gioia nelle piccole cose: nell’inchinodei suoi beniamini sotto la curva, dopo la partita, nell’abbraccio caloroso di esultanza con il compagno al suo fianco, che probabilmente non aveva mai visto prima in vita sua. Allora forza, tifosi, proseguite per la vostra strada, spesso in salita, scansate le logiche senza scrupoli, gli scandali, i campionati pilotati, il doping, il buonismo esagerato, la slealtà, le moviole, le telecamere, le trasmissioni televisive che pugnalano alle spalle; indossate le sciarpe, sventolate le bandiere che, certo, non sono indispensabili, ma aiutano a sentirsi una parte integrante di un gruppo compatto. Una tessera di riconoscimento non può condizionare la vostra vera identità di tifoso! Date il buon esempio, ampliate il vostro “giro”, incitate chi si astiene dal tifare, per pigrizia o per codardia, a provare, solo per una volta, ad assistere ad un match: ne rimarrà estasiato. Quella magica atmosfera, che ben conoscete, infatti, coinvolge in un baleno e riempie gli spalti, in onore di una sola bandiera. Speriamo proprio di essere riusciti a tracciare il vostro identikit…! Ce l’abbiam messa tutta, ci siamo immedesimati in voi e siamo entrati, con grande piacere, nel vostro mondo che, in realtà, come sapete, è anche un po’ il nostro…! Aspettiamo ora, impazienti, i vostri commenti. |

















